Tanti auguri papà da tua figlia disoccupata

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marzo 19, 2013 di adelita30

Oggi è la festa del papà, anche se io preferisco dire del babbo, perché sono toscana.

Insomma, come ogni figlia affettuosa e premurosa che si rispetti, ho già telefonato al mio babbino per fargli gli auguri.

Soliti convenevoli, grazie, grazie e poi, prima di riattaccare mi ha domandato “cosa fai?”

e io gli ho detto “mah, niente, stavo per mettermi a stirare..”

silenzio dall’altra parte.

“ok, allora dai un bacione ad Enrico”  (il mio ragazzo)

Perché questo silenzio?

era per dire ormai sei solo una casalinga oppure non dovresti essere a cercare lavoro? 

Sono circa 2 h che sto pensando al significato di questa pausa, ma non lo trovo e confesso di provare anche un po’ di rabbia. 

Ma come ti permetti tu che sei entrato in banca prima di aver finito il liceo e che hai preso una laurea in economia solo per sfizio a provare anche solo ad immaginare come passano le giornate di una come me, che nella vita non voleva fare la casalinga e adesso si trova a fare lavatrici, a pulire cessi e a lavorare -se va bene- 1 settimana al mese?

La verità è che mi vergogno di fronte a te.

Se è dura quando usciamo con altre coppie sposatissime, col suv e con pargoli, lo è ancor di più quando siamo con i miei.

Cosa penseranno di me? quanto potranno essere incazzati per aver speso fior di quattrini per la mia formazione, per le esperienze all’estero, per gli stage a casa di dio (aggratis) e avere in cambio solo una figlia disoccupata? Non c’è nemmeno un piccolo mostriciattolo piscione che possa spostare la loro attenzione via dalla mamma fallita.

E poi tutti i loro amici hanno dei nipotini, fanno i nonni al parco, portano i piscioni a comprare le caramelle che in futuro gli carieranno i denti…

Fortunatamente i miei sono persone discrete e non mi hanno mai parlato di queste cose; si tengono questi segreti per loro. Ce li vedo la sera, prima di andare a dormire con il libro e gli occhiali da lettura mentre si fanno domande del tipo “ce la faremo a vedere dei nipoti prima di morire?”.

Una mia amica, anch’essa disoccupata mi ha detto una volta: “sei fortunata ad avere dei genitori così. i miei vecchi non fanno altro che dirmi quanto siano disperati di non poter avere un nipote” e invece io vorrei che anche i miei mi parlassero di queste cose.

Vorrei andare da loro e domandare  “ma secondo voi è normale che a 32 anni non riesca ancora a mettere su famiglia perché non ho un cazzo di lavoro? e lo sapete perché tutte quelle famiglie cuore all’iper coop munite di passeggino con freno a disco e abs mi fanno venire l’orticaria? perché sono invidiosa!”

ecco sì l’ho detto, provo invidia.

Io avrei bisogno di esorcizzare questa grande paura, di portare a spasso la bestia nera che sta dentro di me e invece non riesco a trovare nessuno con con cui parlarne.

Ho provato anche a rivolgermi con grande sforzo personale alle mie amiche mamme, nella speranza che qualcuna, dall’alto del suo  tepore materno mi capisse  e mi dicesse: “non ti preoccupare è normale stare così” e invece niente. Dopo un paio di cenni del capo la mia vita da disoccupata trentenne è stata “giustamente” scavalcata da più tangibili problemi di madri coraggio moderne alle prese con il dilemma “faccio fare o meno la primina al piccolo?”

“guarda bella che io stavo parlando del mio fallimento come donna”
ma cosa vuoi che sia in confronto alla scelta tra gres porcellanato e piastrella ceramica diamantata?

E quindi auguri babbo, auguri perché almeno tu una famiglia ce l’hai.

Congratulazioni perché col tuo lavoro ci hai mantenute a scuola, ci hai portato in vacanza, ci hai fatto fare sport, hai cercato di darci un futuro. Peccato, non potrai mai vantarti con gli amici di me, ma so che mi vorrai sempre bene

e questo per ora mi basta…

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14 thoughts on “Tanti auguri papà da tua figlia disoccupata

  1. casalingomoderno ha detto:

    Fare la primina non è certo più importante di come di senti.
    non ti ASCOLTANO
    Ora te lo dico io:
    Ti senti di merda e senti arrivare una depressione di quelle che fanno la gioia degli psichiatri
    SMettila di fare la vittima:
    Io non voglio stirare?
    Non si STIRA.
    E VAFFANCULO A CHI SI LAMENTA

  2. Daniela ha detto:

    Oddio sono nella tua stessa situazione…posso capirti molto bene.Lo sò che questo sicuramente non ti è di conforto, ma comprendo quando tu dici di provare invidia, mi piace la tua sincerità.Io mi nascondo invece dietro l’aspetto da dura dicendo invece che di marmocchi non ne voglio e che avrò tempo, oppure dico quando sarò sistemata, mi sembra di essere tornata indietro nel tempo quando andavo alle superiori peccato che di anni ne ho 30!e ora faccio pure io la casalinga aspettando il mio ragazzo che torna a casa la sera…l’unico impegno grosso che ho è quello di trovare lavoro, ma questo è un problema di molti.Si cerca di guardare avanti

    • adelita30 ha detto:

      Grazie Daniela per il tuo commento.
      Non fa piacere sapere che ci sono altre persone nella mia stessa situazione, ma di certo mi dà conforto vedere che le mie sensazioni sono condivise.
      Torna a trovarmi!! 🙂

  3. tarantolata ha detto:

    Umh…sono una precaria, una delle tante, Ho genitori aperti e comprensivi, ma mi “torturo” come te. Non ho un ragazzo (solo disastri) e un rapporto difficile con la maternità: mi terrorizza l’idea. Ah, ho 30 anni.
    Che dire?
    Ormai, ho preso ad accettarmi, e a capire che la vita è quella che ti scegli ma pure che ti capita.
    In bocca al lupo! 😉

  4. Claire ha detto:

    Ciao a tutti, anche io nella vostra medesima situazione, 29 anni laureata e masterizzata, alla ricerca perenne di un lavoro, sotto giudizio completo dei miei con cui sono in lotta perenne, vado anche da una psicologa in quanto caduta in depressione. Unica luce? Il mio ragazzo, con il quale andrò a convivere a breve con i pochi soldi della casa messa in affitto di mia nonna e un agriturismo del mio ragazzo che fa fortuna solo d’estate…………………………. suggerimenti????????????????
    Grazie

    • adelita30 ha detto:

      Magari Claire avessi dei suggerimenti efficaci da darti….
      Non c’è ricetta per uscire dalla situazione che ci accomuna. Trovare lavoro è diventata quasi solo una questione di fortuna…
      Coraggio…ecco cosa serve.
      Il compito più difficile è non farsi sopraffare dagli eventi; dobbiamo avere il coraggio per andare avanti a testa alta, se non altro per difendere quello che abbiamo costruito fino ad adesso.
      NEVER GIVE UP!!
      Un abbraccio

  5. valeria ha detto:

    eccomi!!! 29 anni disoccupata laureata..facciamo come nell’attimo fuggente alziamoci in piedi ed urliamo trenta anni disoccupata! vediamo che effetto fa..non è colpa nostra e quindi non c’è vergogna..uniamoci e confrontiamoci..se da sole crediamo ad ogni belinata (sono genovese) che ci viene propinata..alzando gli occhi, come in un film dell’orrore, troveremo altre cento donne come noi. cui vine detta las tessa cosa..troppo grande troppo giovane trppo laureata o troppo poco laureata.!..ricordati che i nostri genitori hanno avuto tutto perché hanno preso tutto: dai loro genitori, nel dopoguerra la vita andava ricostruita, dai loro genitori anziani per avere casa qui al mare ed in montagna, da noi togliendoci la pensione ed il futuro..ecco io non li vedo come eroi ma come dei macroviziati sconvolti perché il gioco del magnamagna ha triturato i loro stessi figli..i miei guardano report e servizio pubblico ma poi guardano me e non fanno il collegamento…sono sposata mio marito ha un ottimo lavoro perché è più grande..mia madre fa gli stessi discorsi di tutte le nostri madri…io sogno l’indipendenza..come fecero gli americani del 4 luglio e non voglio nessun inquilino nel mio utero se non mi sneto in grado dì comprargli i libri per la scuola..io sono con te!! ed il suv che vedi è preso a rate e la famiglia del mulino bianco poi si sfascia perché paparino andava a meretrici, sempre con il medesimo suv a rate.. credimi quanto più una cosa brilla tanto più .è patacca..

    • Daniela ha detto:

      Grande!direi che ci si può può definire disoccupate e incazzate!vedrai che tra un pò non si andrà più in giro in macchina ma a piedi, poi non ci sarà più bisogno di palestra e altre cazzate 😉

  6. Michela ha detto:

    Sono incappata troppo tardi rispetto ai tempi della discussione… mannaggia!!! Anch’io trent’anni, s-fidanzatissma ma con un dolcissimo cane che mi fa compagnia. Sono andata via di casa per studiare all’università a 19 anni, mi sono laureata col 3+2 con lode ma non appena ho cominciato a cercare lavoro (a 26 anni perchè oltretutto, babba io, mi sono laureata nei tempi) non mi hanno nemmeno voluto dare uno stage. Sono riuscita a fare un paio di mesi in un call center, 6 mesi in un negozio di animali, un paio di natali a fare pacchetti in profumeria e tre mesi in una fabbrica. Mia mamma è molto solidale con la mia situazione, mio padre invece, vecchia scuola, crede ancora che lasciando in giro CV e tempestando le agenzie interinali si ottenga qualcosa… siamo a quota 1000 CV tra spediti via mail e consegnati a mano… colloqui zero. Ognuna di noi poi combatte l proprie giornate facendo quello che può, ma alla fine quello che ci accomuna è che tutte proviamo vergogna: <>. La verità è che loro si sono formati in un periodo diverso, e facticano non poco a capire come sia difficile oggi ottenere un lavoro. E allora ci tempestiamo con i <>. In realtà noi trentenni siamo fregati ormai: i ventenni costano meno e si possono sfruttare di più. Le cose per noi difficilmente miglioreranno, quindi impariamo a non farci ferire più di tanto e cerchiamo di spiegare a chi ci circonda come la nostra vita sia lontana anni luce dalla loro o da quella che sognavano per noi…

  7. Luca ha detto:

    Ciao carissimi.
    33 anni e disoccupato, da 3 mesi percepisco il sussidio, poco meno di 900 euro al mese.
    Ovviamente, e in questo caso fortunatamente, non sono sposato, non ho figli, non ho mutuo ed ho due case di proprietà (ma dei miei).
    Vivo ancora con i miei, dopo una specie di convivenza intermittente di qualche anno, finita nel nulla atavico.
    Ho iniziato a lavorare fin da ragazzo, con una pausa negli anni universitari, per poi riprendere a 26 anni il lavoro in alcuni merdosissimi call center.
    Poi in qualcosa come 5 aziende in ambito amministrativo-contabile, una di fila all’altra, senza pause, quasi tutte multinazionali così ricche da poter stipendiare anche le piante dell’ufficio senza danni per i consuntivi annuali.
    Aziende con fatturarti da oltre 100 miliardi di euro, guadagni netti annui di anche 15 miliardi di euro, amministratori delegati con stipendi superiori ai 10 milioni di euro l’anno (ovviamente benefit esclusi), dirigenti con stipendi a partire dai 4000 mensili netti, giusto per intenderci.
    Ti tengono un anno, alcune due anni, rinnovi su rinnovi, ma niente assunzione. I manager non vogliono investire (su di me), perché devono ridurre i costi (per intascarsi i bonus annuali, che sarebbe il vero motivo).
    In pratica solo 2 categorie di persone vengono assunte: i geni con un curriculum della madonna o quelli che piacciono a qualche manager (a volte), ed i paraculi / le paracule raccomandate (sempre).
    Non rientrando io in queste due categorie la cosa si fa sempre più difficile.
    Sono talmente scoglionato che di recente ho mandato a fare in kulo 2 aziende dopo qualche mese di lavoro, in cui peraltro avevo delle possibilità. E’ che non riesco più a reggere il senso di frustrazione e lo stress con questi cazzo di contratti a tempo determinato di 6 mesi più periodo di prova.
    Mi hanno veramente rotto i coglioni.
    Nell’ultima azienda ho passato una selezione di quasi 400 candidati, ottenendo il posto.
    Risultato: contratto interrotto dall’azienda dopo poco più di un mese perché non reggevo stress ed orari.
    Ora mi faccio sti 8 mesi di disoccupazione per ripigliarmi, tra hobbies e varie cose. Poi vediamo se emigrare in luoghi più piacevoli dove la vita costa meno e cercare di combinare qualcosa, o continuare a cercare lavoro fino a 40 anni in questo cesso di città che è Milano.

  8. vale ha detto:

    Cara, io sono una 31 enne disoccupata da luglio e per “consolarmi” ho cominciato a cercare su internet e mi sono imbattuta nei tuoi post……bene, io sono mamma di una bambina di 4 anni e mi sento una fallita lo stesso !!!! fare la mamma non basta per chi ha studiato e ha delle ambizioni…c’è chi sta bene a casa a cambiare pannolini e a parlare con altre mamme dal cervello ristretto (per forza di cose o perchè sono proprio così) fuori dall’asilo. Io no. Quindi ti capisco benissimo e non avere invidia delle famiglie simil-felici che vedi all’ipercoop perchè non puoi sapere cosa c’è dietro in realtà !!!! Mi pesa non contribuire abbastanza economicamente in casa, anche se il mio compagno non me lo fa pesare, ma soprattutto mi pesa non poter essere me stessa,,,,,e cioè una donna che ha delle capacità ma che, anche per aver passato l’età dell’apprendistato, non può esprimere adeguatamente. Per quanto ami mia figlia sento che la vita di famiglia non mi basta, nma cerco, nel frattempo, di sentirmi importante anche per questo.La mia non era una vera e propria risposta, ma più che altro uno sfogo sul blog di una persona che sento che ragiona come me, che può capirmi……e con cui forse può valere il motto “mal comune mezzo gaudio!!!” Un bacione

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